— michele cantarelli blog

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aprile 2015 Monthly archive

8e62249d889496484739fbc018c56639Chi può dire di conoscere con completezza la definizione di “istantanea”?
Forse alcuni, ma ci scommetto non molti, perché esistono una pluralità di accezioni che si sono accumulate nel tempo e che hanno contribuito a creare confusione e pareri discordanti.

E allora proviamo a fare chiarezza. Partiamo dal termine inglese “snapshot”; l’Oxford English Dictionary ne da questa definizione: “colpo sparato senza prendere troppo precisamente la mira; fotografia istantanea scattata con apparecchio fotografico manuale”. “Snapshot” acquistò il significato di “istantanea” alla fine degli anni 50 dell’800, quando ne vennero scattate per la prima volta e nel 1860 Sir John Herschel usò il termine in questione in relazione alla possibilità di fermare e analizzare il movimento scattando questo tipo di foto.

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facebook-556808_640Ho tra le mani l’interessante libro di Richard M. Chalfen Sorrida, prego! La costruzione visuale della vita quotidiana, un testo edito nel 1987 dove l’autore indaga gli aspetti sociologici relativi alle abitudini, i simboli e i riti della vita quotidiana che vengono trasformati in immagini ricordo.

Tornerò forse più approfonditamente a scrivere intorno a questo testo e ai suoi spunti di riflessione, ma qui voglio soffermarmi sulla distinzione introduttiva che Chalfen fa tra home mode e mass mode e condurla ai giorni nostri.

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