— michele cantarelli blog

Al Photoshow con le idee chiare

Il Photoshow lo conosco, so cosa trovarci, quali atmosfere, quali situazioni, non è la prima volta e non sarà l’ultima (tocco ferro). Quest’anno ci arrivo però con un entusiasmo che nemmeno le 5 ore di treno con tanto di tre cambi per coprire si e no 200 km riescono a stemperare.


 
 
 
Ho deciso di cambiare un po’ di attrezzatura e voglio toccare con mano anche qualcosa che propone un rapporto portabilità/qualità su cui ho idee ma non ancora piena convinzione. E al Photoshow ci vai per questo oppure per “goderti” lo spettacolo della calca che si affanna per portare a casa foto di modelle concilianti dentro set apprestati.
Mi incontro con Riccardo e Valentina e poi con Massimiliano. Abbiamo le idee chiare.


 
 
 
La prima tappa è Canon per incontrare un amico e scambiarci suggestioni e sensazioni su progetti in testa. Solo in superficie evidentemente, ma Roberto mi da l’opportunità di conoscere qualcuno che in Canon ci lavora e ci lavora bene. Poi subito a provare la nuovissima G1X. Ha dimensioni generose per essere una compatta, ma l’obiettivo retrattile che copre una focale equivalente 28-112 la rende comunque vantaggiosa in termini di portabilità. Ma in tasca non entra, al contrario della mia S90.
Mentre gioco con il nuovo gioiellino Canon che propone la solita ottima qualità costruttiva e immediatezza operativa (l’Autofocus però non mi pare dei più veloci e lo scatto continuo è un po’ lentino) mi viene da sorridere nel vedere parecchi fotografi più o meno veri che arrancano equipaggiati con doppio corpo, flash su slitta, tele, super grandangolo, batterie sui fianchi e chi più ne ha ne metta. Io ho solo la mia S90 e mi avanza. Anzi ho anche un paio di memory card per provare quello che mi interessa e poi guardarmi quello che devo tranquillo nell’intimità del mio studio.

La seconda tappa è lo stand Nikon, vado dritto alla D4, la 800 per quello che faccio ora non mi serve. La prendo in mano, sembra più leggera della D3 ma altrettanto robusta, ha una forma affascinante ma quello che mi sconvolge a parte tutta la gente che ronza intorno sono gli scatti che faccio. Parto diretto a 6400 iso, passo per i 25000 e tocco tanto per giocare i 204.800 Iso Una parola sola, quella giusta: impressionante! Questa ha almeno 3 stop in più della mia D700 e per certi versi ridicolizza il concetto di VR. E anche di economia ovviamente.


 
 
 
Terza tappa, irrinunciabile, stand Sony. Hanno allestito uno spazio in grande stile con luce fluorescente unita a illuminatori a led con variazione di colore per lo sfondo e due signorine che sorridono ai vari otturatori. Tiro fuori la mia fuoriserie e faccio qualche scatto perché mi piace la luce (senza togliere nulla alle signorine, sia chiaro).



 
 
 
Ma la questione Sony è un’altra e porta il nome di NEX7. Il test approfondito di DPreview parla chiaro e anche il prezzo non ci gira intorno, ma io la voglio prendere in mano e avvicinare l’occhio al mirino elettronico. Il sensore APS-C da 24 e rotti MP mi preoccupa agli alti ISO e allora anche qui vado diretto a 3200 per poi scendere a 1600, 800 e finire con uno scatto a 200.
L’addetto sembra confuso e devo addannarmici un po’ per i settaggi (i menù mi sembrano tanto scenici quanto poco intuitivi) ma poi ci arrivo e il concetto delle tre ghiere per diaframma, tempi e ISO su un corpo da 350 grammi è una calamita per me che cerco qualità da reflex con pesi e ingombri da compatta. Il corpo è in gran parte in magnesio, l’estetica minimal, avvicino l’occhio al mirino e lui si accende, i file hanno una resa da reflex di livello semi-pro, lo schermo LCD ruota vs il basso per riprese dall’alto e verso l’alto per riprese rasoterra. C’è tutto quello che trovi nelle reflex di fascia medio alta, l’autofocus lavora bene, certo è un concetto di fotografare diverso ma esco da lì con la convinzione che presto, molto presto la NEX7 sarà mia (sempre che la guida da F1 di una Dacia ci riporti a Formia tutti interi!)


 
 
 
La penultima tappa ha a che fare con un paio di preventivi da studio Bowens e Prolight intervallati da qualche autoscatto turistico per poi concludere l’esperienza in grande stile con l’acquisto di due trolley fotografici (!) e una borsa ThinkThank che mi costringe a mollare la Samsonite a casa Crimi e affrontare il viaggio di ritorno in treno carico come un mulo, ma contento come un bambino.




 
 
 
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Canon G1X
Nikon D4
Sony NEX7
Prolight
Elinchrom
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2 comments
  1. Michele Cantarelli says: 2 Aprile 201212:14

    interessante e divertente cara simo ma anche un po’ frustrante, lì c’era da portare via diverse cose, ma mi dovevo vendere un pezzo di casa! 🙂

  2. simona says: 2 Aprile 201211:57

    ….ma chissa’ quanto vi siete divertiti!! va’ che facce!!

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