— michele cantarelli blog

Bruce Gilden e la ragazza che rideva di cuore

tumblr_lur39qGROE1r5fc00o1_1280Cappello alla pescatora d’estate, cuffia di lana d’inverno, Bruce Gilden ritorna sempre sulle strade di New York, con la Leica in una mano e il flash nell’altra.
Il fotografo americano, entrato a far parte della Magnum nel 1998, negli anni ha viaggiato a lungo lavorando su commissione e realizzando progetti fotografici in giro per il mondo, ma è conosciuto al grande pubblico soprattutto per la sua fotografia di strada, nella quale si cimenta con un approccio “sfacciato”, scattando addosso alle persone e sparando colpi di flash sui loro visi alla ricerca di un forte impatto emotivo.

Gilden ha prodotto lavori di grande spessore tra cui Coney Island, il suo primo progetto a lungo termine; Go, un progetto dedicato alla Yakuza; Haiti, libro con cui vince nel 1996 l’European Publishing Award for Photography.

Haiti è per Gilden il luogo dell’anima, dove ritrova la stessa forza vitale delle strade periferiche di New York della sua infanzia. E’ stato ad Haiti ventidue volte, le prime diciannove tra il 1985 e il 1995, circa due settimane per ogni viaggio, poi, sebbene fosse già stato fatto il libro, il terremoto del gennaio 2010 lo riportò altre tre volte ad Haiti, la prima dopo 5 settimane dal catastrofico evento.

Nello speciale che Sky Arte gli ha dedicato, il fotografo racconta che dopo aver convinto i Medici Senza Frontiere a farlo entrare nel loro ospedale di City Soleil vide numerose persone mutilate. Una volta entrato si mise a ballare dicendo pure qualche parolaccia in Creolo e scoppiarono tutti a ridere. Il suo sguardo fu attirato in particolare da una giovane ragazza che aveva perso una gamba fino al ginocchio e che rideva di cuore! Trovò in lei un coraggio e uno spirito che lo emozionò. E lui pianse.

 

IMG_7293

 
ph Bruce Gilden


0 comments
Submit comment