— michele cantarelli blog

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Dietro le fotografie

niepceNonostante la nascita della fotografia sia fatta datare 1839 ad opera di Daguerre, la prima fotografia permanente, anche se invertita, fu realizzata nel giugno o nel luglio del 1827 da Nicéphore Niépce.

Già anni prima Niépce aveva la sensazione che qualcosa di innovativo era nell’aria tant’è che nel maggio del 1816 scriveva al fratello Claude «ti farò presto avere il risultato di quattro nuovi esperimenti. Due grandi e due piccoli, tutti assai più chiari ed esatti, un successo ottenuto grazie ad un semplice stratagemma: ho ridotto l’apertura dell’obiettivo con un disco di cartone provvisto di un foro. Ora nella camera oscura penetra meno luce e l’immagine si fa più viva; i contorni, così come le luci e le ombre, sono molto più netti, illuminati meglio e in modo più uniforme.»

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“L’altra sera eravamo soli; accade così raramente ormai.
Mi ha chiamato nella sua stanza e le nostre labbra si sono incontrate per la prima volta dall’ultimo dell’anno. Poi il campanello della porta ha suonato, Chandler e un suo amico… la nostra voglia è svanita.
La mattina è arrivata chiara e brillante. «Ti farò dei ritratti oggi Zinnia.» Il sole del Messico, ho pensato rivelerà ogni cosa. Catturerò parte della tragedia della nostra vita presente, niente si può nascondere sotto questo limpido cielo crudele. Si è appoggiata contro un muro bianco. Mi sono avvicinato… e l’ho baciata.

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Edward Weston foto di Tina Modotti, 1924Alla fine degli anni Venti Edward Weston scattò molte delle fotografie che ora vengono poste al vertice della sua opera.
In particolare le immagini delle conchiglie ebbero grande successo.

Quando Weston ne recapitò alcune in Messico alla sua compagna di allora, Tina Modotti, lei gli scrisse: «Sono rimasta senza parole. Che purezza di visione! Quando ho aperto il pacco non sono riuscita a guardarle a lungo, suscitavano sensazioni tanto profonde da farmi provare un dolore fisico». Le definì allo stesso tempo «tanto pure e tanto perverse».

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