— michele cantarelli blog

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Jazz

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37603_130298423679235_3066122_nTorno a parlare di fotografia musicale, jazz in particolare,  e lo faccio con un argomento che spesso viene sottovalutato ma sul quale insisto molto durante i workshop che tengo: le norme comportamentali.

Premessa: se voi siete lì a fotografare un concerto per divertimento sappiate che gli spettatori si divertono più ad ascoltare la musica e vedere i musicisti in azione, piuttosto che il vostro otturatore e la vostra figura. Se invece siete lì a lavorare, sappiate che gli spettatori hanno pagato per avere un posto e godersi lo spettacolo senza distrazioni causate da fotografi sbadati e irrispettosi. E anche se il concerto non è a pagamento comunque chi viene a godersi lo spettacolo ha investito risorse diverse dal denaro e ha delle aspettative che non prevedono quasi mai fotografi casinari!

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ph Michele Cantarelli

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ph Michele CantarelliCon quest’anno fanno cinque. Tanti sono gli anni che seguo lo Young Jazz e stavolta le condizioni climatiche parevano più da inizio inverno che da fine primavera.

Però è stato come sempre. Buona musica, persone interessanti, luoghi piacevoli, amici da ritrovare come in un appuntamento.
Ho assistito per la prima volta ad un concerto della Liberorchestra e mi sono commosso.

Ecco la mia storia di Young Jazz Festival 13.

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ph Michele Cantarelli
 
 
 
 
 
 
 

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Come in tutti gli altri ambiti fotografici il fotografo esprime più o meno coscientemente e consapevolmente qualcosa ritraendo una persona.

Indipendentemente da ciò bisogna distinguere tra le situazione di committenza commerciale e quelle di ricerca, cioè il caso in cui il lavoro venga commissionato e dettato con linee guida più o meno vincolanti e il caso in cui il fotografo lavori senza condizionamenti di terzi.

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Il primo concerto dopo l’estate di UJ.
Troppo tempo e Petrella, insieme a un giovanissimo talento della musica elettronica e un piccolo teatro, era quanto bastava.
Editing accompagnato da una piacevole conversazione.

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Sono rientrato lunedì sera dallo Janula Jazz Festival.
Alle 21,30 sono sprofondato in un sonno profondo e insolito in quell’orario.

Ieri sera preparando le immagini per questo post ho pensato che già mi manca e che ripartirei domani stesso. E sono sicuro che Riccardo Crimi, mio inseparabile compagno di avventura e amico leale farebbe lo stesso.

Grazie a tutti i ragazzi dell’Associazione Jazz e Libertà e del Bar Italia che hanno reso questa esperienza a Cassino indimenticabile.

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