— michele cantarelli blog

Elephant e William Eggleston

Niente di nuovo, se non per il sottoscritto.

Due sere fa mi sono visto Elephant per la prima volta, film del 2003 diretto da Gus Van Sant. In lingua inglese, ma anche per chi come me capisce a tozzi e bocconi in quella lingua c’è poco da capire, ma molto da osservare. Il fulcro della storia di basa su una strage compiuta da due studenti in un liceo degli Usa e la storia si muove all’interno di un desolante vuoto esistenziale raccontato con stile asciutto e distaccato.

L’aggancio con la fotografia è duplice: da una parte perché uno dei soggetti protagonisti ha la passione per la fotografia, dall’altra, più importante, perché il film è chiaramente ispirato alla poetica visiva di William Eggleston, fotografo che alcuni ritengono abbia dato impulso primo e vero alla fotografia a colori, tanto che i concittadini di Memphis lo considerano il loro artista più famoso secondo soltanto a Elvis Presley.

Il film è una folgorazione da un punto di vista estetico. Alberi gialli oro, fogliame color ruggine, prati verdi, corridoi con vetrate che riflettono una luce scintillante, sfondi high-key sfocati, inquadrature su densi cieli tra il blu e il verde, colori pieni ma mai troppo saturi che lasciano predominare il giallo in scene sempre luminose.

La regia riprende gli eventi di un giorno visti dai vari punti di vista dei diversi personaggi che si incrociano nel medesima dimensione spazio-temporale.
La camera segue spesso i soggetti da dietro con inquadrature allargate mai mai urlate e lascia alla vista dell’osservatore i luoghi e gli ambienti fatti di assoluta normalità, conferendone una lentezza estraniante e distaccante per l’osservatore.

I punti di vista sono spesso in pianta, talvolta a volo di uccello (vi ricordate The Red Ceiling una delle prime e più famose immagini di Eggleston realizzate con il procedimento di stampa “dye-transfer”…) e la camera non stacca quasi mai ma ruota lentamente sull’asse orizzontale a inquadrare il conteso spaziale, spesso fino a 360 gradi.

Di seguito il trailer del film e un estratto.


in particolare dal minuto 3.40 al minuto 5.40


1 comment
  1. Tellervo Warelius says: 28 maggio 201203:26

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