— michele cantarelli blog

Prende forma la seconda edizione del workshop “Fotografare il Jazz”

Quando le persone che conosco mi parlano positivamente di qualcuno o qualcosa che non conosco, io ci vado sempre con i piedi di piombo. Mi succede anche con gli amici e con le persone di cui mi fido, sono fatto così.

Quando Riccardo mi ha parlato dell’opportunità di affiancarlo nell’esperienza del workshop di fotografia musicale a Cassino nell’ambito della seconda edizione dello Janula Jazz Fest, la prima sensazione, di pancia, non è stata totalmente convincente. Non conoscevo il festival, le persone che lo dirigono, né tanto meno la realtà cassinate.

Tuttavia nel momento in cui lo stesso Riccardo mi ha proposto un incontro con Roberto Reale, presidente dell’Associazione Jazz & Libertà che promuove il Festival, ho detto certamente sì.

E sono contento di averlo fatto, anzi molto contento.

Arrivati a Cassino, Roberto è da subito estremamente cordiale, ci invita a bere un bicchiere nel bar di cui è titolare, lo storico Bar Italia e presto approfitterò della sua gentilezza per berne un secondo.
Mi parla del festival, delle persone che con passione ci lavorano, mi illustra quali opportunità abbiamo per il workshop e il mio entusiasmo aumenta. Mi dice che la prima data del festival si terrà all’interno dell’Anfiteatro Romano le altre due serate nel corso che si allunga proprio davanti al Bar Italia. Intanto noto un certo fermento a Cassino che proprio non immaginavo. L’entusiasmo cresce ancora.
Faccio qualche scatto del club, è raccolto e caratterizzato da un’atmosfera accogliente e suggestiva, la mia s90 approfitta anche dell’arrivo di Massimo Manzi. Penso a quanto sarà piacevole assistere alle jam session notturne.

Ci accordiamo per fare una visita alla zona dell’anfiteatro la mattina successiva. L’area sembra piuttosto estesa. Iniziamo a percorrere la strada romana di selciato antico, composto da basali di pietra calcarea e subito si apre alla nostra vista l’anfiteatro, dominante sopra la città. Il concerto si terrà proprio lì dentro!
Una costruzione edificata nel primo secolo d.C. e che al tempo poteva contenere circa 4500 persone ospiterà il primo evento dello Janula Jazz Fest! Non sto nella pelle: lo scenario è fantastico e la mia mente va al workshop fotografico.

Immagino la suggestione nel fotografare in quel luogo, illuminato ad hoc per l’occasione e le possibilità che offre tutta quell’area per predisporre sessioni di ritratto posato con gli artisti e gli allievi. Le gradinate che poggiano sulla collina, le arcate di accesso, le mensole in blocchi calcarei, la strada romana di accesso di 230 mt, le sostruzioni, i resti della porta Campana e poi la vecchia tomba che si trova all’interno del lato occidentale delle mura.
Qui c’è da sbizzarrirsi fotograficamente parlando e già immagino quanto utile e piacevole possa essere l’esperienza didattica per gli allievi per me e per Riccardo.


clicca sull’immagine per ingrandire

 
 
 
 

La visita si conclude con un sopralluogo al museo presente all’interno dell’area e poi torniamo a Cassino per fare un debriefing nuovamente davanti ad un buon bicchiere di vino che accompagna le nostre meditazioni su come organizzare il workshop.
Tre giorni e mezzo, venerdì aula e poi nell’area archeologica a lavorare sul soundcheck, sui posati e sul concerto. Sabato ancora in aula con teoria e visione del lavori e poi via in Corso della Repubblica a riprendere le atmosfere del festival il soundcheck, il concerto e le jam session. Con i tempi giusti, senza ammazzarsi perché l’esperienza didattica è utile soltanto se è anche piacevole. La domenica si replica e si finisce contenti.

È tanta roba e apprezzo il feeling che da subito si è instaurato con Roberto. Insieme a Francesco Mascio e Daniele Camerlengo ha creduto fortemente nell’idea di portare il jazz che conta prima tra le mura del Bar Italia, e poi dentro la città con la prima edizione dello Janula Jazz Fest. Dalle loro parti in due anni si sono succeduti musicisti del calibro di Coen, Recchia, Laterza, Eddy Palermo, Caterina Palazzi, Luca Aquino e Fabrizio Bosso, per citarne alcuni.

Quando usciamo dal Bar Italia e prima di salire in auto mi fermo di nuovo a guardare il corso cassinate stretto e lungo dove ad una certa altezza verrà montato il palco. Continua a frullarmi in mente un’idea, un immaginazione, un percorso, qualcosa di calpestabile che guidi fino allo show… Ci mediterò su ma ho le idee già chiare!

fotografie di:
Michele Cantarelli
Riccardo Crimi
Per visualizzare i singoli crediti fotografici posizionare il puntatore del mouse sopra l’immagine.


0 comments
Submit comment