— michele cantarelli blog

Mobile photograpy? Perché no!…

smartphone-381237_640Quando dico ai miei allievi che sto sviluppando un progetto utilizzando Hipstamatic di iPhone, molti mi guardano sorpresi e moderatamente preoccupati. Credo pensino qualcosa del tipo: “Ma come, mi sono comprato la reflex per migliorare le mie foto e questo fotografa con un telefono!? Che storia è?”

La storia potrebbe partire da lontano, dagli anni cinquanta e soprattuto sessanta quando le persone, fotografi e artisti compresi, scoprirono che bastava schiacciare soltanto un pulsante di una Polaroid per poter vedere materializzarsi una foto in pochi secondi (adesso scopro pure che è arrivata Prynt, una cover per iPhone e telefoni Android che stampa le fotografie letteralmente tramite lo smartphone).

Ma soffermiamoci sui fatti dei giorni nostri.
Luglio 2013, il fotografo statunitense Michael Christopher Brown viene nominato per entrare a far parte dalla prestigiosa Magnum Photos. Se tutto filerà liscio, nel 2015 verrà approvata la sua candidatura e nel 2017 Brown potrà diventare membro effettivo della Magnum. La particolarità è che il fotografo americano utilizza per i suoi reportage quasi esclusivamente il suo iPhone.
Novembre 2014, il Festival “Futuro presente” svoltosi a Rovereto ha puntato i riflettori sulla “mobile art”, la ricerca fotografica che utilizza i nuovi dispositivi mobili. Scelta quanto mai contemporanea considerato che al Paris Photo si possono acquistare opere realizzate tramite smartphone e che nel 2012 al Mobile Los Angeles Art Festival alcune foto sono state quotate oltre mille dollari.
6 febbraio 2015, il Columbus Museum of Art ha inaugurato la più grande mostra di mobile photography mai organizzata da un museo, dal titolo Mobile Photo Now. Un riconoscimento forte che le buone fotografie possono essere prese anche con uno smartphone. Come dire che se la fotografia è arte, lo è anche quella prodotta da un telefonino.
Ciliegina sulla torta, al recente World Press Photo 2015 una delle foto premiate è stata scattata con iPhone e modificata con Instagram.

Sarebbe un errore ricondurre un successo di tale portata esclusivamente alla possibilità della condivisione sociale immediata. Fotografare con uno smartphone presenta diversi vantaggi: lo abbiamo sempre con noi, è piccolo e leggero, si fa notare meno di una reflex, tutte le nostre risorse sono impiegate nella composizione. E poi la lunghezza focale è fissa, almeno con Hipstamatic, il che ci “costringe” ad un utile esercizio.

D’altra parte la fotografia nasce per circolare indipendentemente dall’apparecchio usato e la mobile photography rappresenta un arricchimento per questa e non un impoverimento della disciplina come sostengono i “puristi”. È un mezzo che si aggiunge per lo stesso fine che è la propria, personale, intima visione del modo.

Ma non crediate che non serva conoscere la tecnica fotografica. Se esco con Hipstamatic so che posso portare a casa delle cose e non altre, ne sono consapevole perché conosco ciò che sta dietro la logica dell’automatismo del dispositivo. Se voglio altri risultati sceglierò un’altro mezzo.

 
 

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Michele Cantarelli (dal progetto “Natura Urbana”)

miniatura Licenza CC0 Public Domain


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