— michele cantarelli blog

Parla Toscani

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Oliviero Toscani è un personaggio per alcuni controverso, forse per molti.

Negli ultimi anni ho avuto occasione di assistere a suoi tre interventi e ho visto lo speciale che Sky Arte gli ha dedicato.
La prima, era durante un’edizione del Festival del Giornalismo di Perugia 3 o 4 anni fa. Uscii dal teatro Pavone stordito dal passaggio frenetico e compulsivo di una mole insostenibile di immagini passate in pochi minuti. Spiegò la filosofia del suo magazine Colors e ora mi viene da pensare che lo fece attraverso la riuscita metafora di come oggi vengano “consumate le immagini”.

Oggi lo ritrovo in occasione della cerimonia del nuovo anno accademico delle Belle Arti di Perugia a tenere una lectio magistralis che lui ha titolato “Cosa farò da grande”. Mostra i suoi lavori, si sofferma sul rapporto tra arte e potere si avventura in una connessione tra guerra e arte tramite un video il tutto accompagnato da abilità oratorie piacevoli.

Le conferenze di Toscani non sono mai solo sulla fotografia ma soprattutto sulla comunicazione di cui la fotografia è per lui solo uno strumento. Intendiamoci, lui ha il piglio del personaggio e lo stile dei suoi interventi si approssima a tratti a quello dello spettacolo, ma non risulta mai sgradevole.
E poi Toscani un personaggio lo è per davvero. E’ conosciuto da decenni per le sue campagne di moda e pubblicitarie dietro i più famosi giornali e marchi del mondo ed è nella storia della Fotografia.

Ho annotato questo sul taccuino:
immaginazione è futuro, nessun dettaglio è piccolo, la ricerca del consenso fa produrre mediocrità, si può capire un paese con gli sguardi di chi lo abita


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