— michele cantarelli blog

Spot iPhone

spot PhoneL’ultimo spot di iPhone è arrivato sui nostri canali televisivi e al di là di considerazioni relative all’impatto emozionale sull’osservatore, che ce n’è parecchio, quando l’ho visto per la prima volta mi ha colpito soprattutto per lo slogan finale: “Ogni giorno si fanno più foto con l’iPhone”.

La versione americana, identica nelle immagini, recita un finale decisamente diverso: “Everyday more photos are taken on the iPhone than any other camera” che tradotto in italiano dice: “Ogni giorno vengono scattate più fotografie con iPhone che con qualsiasi altra fotocamera”.

Molto diverso e molto meno interessante, a mio avviso, lo slogan americano, che si basa su un’analisi degli upload di flickr e manda un messaggio puramente e limitatamente commerciale, dove l’attenzione è sulla competizione con gli altri smartphone.

Lo spot italiano va oltre, perché porta a meditare su aspetti sociologici legati al fotografico. Il video riprende persone “normali” in una quotidianità di tutti, che scattano foto a panorami, luoghi, persone, oggetti, cibo, feste, eventi, sé stessi, insomma le foto che ogni giorno facciamo tutti noi, con o senza iPhone. E poi chiude con “ogni giorno si fanno più foto con l’iPhone” che suona tanto come “Ogni giorno tutti hanno la possibilità di fare più foto”.

Ed è questo che più mi colpisce. Ho già avuto modo di esprimermi a favore della democratizzazione del fotografico e della possibilità che esprimersi con le fotografie diventi un linguaggio diffuso quanto la parola e gli altri segnali della comunicazione extra-verbale. Ben venga tutto ciò che aggiunge alle opportunità della comunicazione umana.
E così è. Le persone si esprimono sempre di più con la fotografia (e i video) grazie soprattutto a due fenomeni: primo gli smartphone, oramai prosecuzioni protesiche del nostro corpo e dotati di fotocamere e app sempre più sofisticate; secondo la condivisione, iniziata con gli mms e oggi diffusissima in special modo attraverso i social network.

 


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