— michele cantarelli blog

Tina con la lacrima

“L’altra sera eravamo soli; accade così raramente ormai.
Mi ha chiamato nella sua stanza e le nostre labbra si sono incontrate per la prima volta dall’ultimo dell’anno. Poi il campanello della porta ha suonato, Chandler e un suo amico… la nostra voglia è svanita.
La mattina è arrivata chiara e brillante. «Ti farò dei ritratti oggi Zinnia.» Il sole del Messico, ho pensato rivelerà ogni cosa. Catturerò parte della tragedia della nostra vita presente, niente si può nascondere sotto questo limpido cielo crudele. Si è appoggiata contro un muro bianco. Mi sono avvicinato… e l’ho baciata.
Una lacrima è scivolata sulla sua guancia, e allora ho catturato quell’istante per sempre…
Dunque, f/8, 1/10 di secondo, filtro K 1, pellicola pancromatica… come sembra meccanico e calcolato, e tuttavia com’è stato spontaneo e autentico, ormai padroneggio così bene i meccanismi della mia macchina fotografica che funziona rispondendo a ogni mio desiderio. L’otturatore, coordinandosi con il mio cervello, scatta in modo così naturale che per me è come muovere un braccio. Sto cominciando solo ora ad avvicinarmi ad un livello, nella fotografia, che nella mia presunzione pensavo di aver già raggiunto due o tre anni fa.”

(fonte: Edward Weston, Ritratti al vivo, Pratiche Editrice, 1999)

 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Foto di Edward Weston


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