— michele cantarelli blog

Un festival a misura d’uomo

Le persone, gli amici, la città, il composto fermento.
Lo Young Jazz è sopratutto questo, la musica diventa occasione di piacevole soggiorno a Foligno, una città che il festival mi ha insegnato ad amare.

La declinazione che vi propongo quest’anno rovescia l’ordine dei fattori e le performance dei musicisti diventano note di sottofondo appena accennate. Protagonista insieme a loro è sopratutto il contorno, quello che solitamente viene chiamato dagli addetti ai lavori “colore”. Come ad intendere qualcosa di accessorio rispetto al prodotto principale, ma che in realtà ne determina ragione di esistenza.

Allora lo show diventano gli spettatori, gli addetti ai lavori, gli operatori, i passanti, la città con le sue vetrine e le biciclette, gli artisti fuori dalla musica. Quest’ultima c’è, è imprescindibile, ma in questo caso fa da accompagnamento amabile ad un festival a misura d’uomo, che mi piace così.

 























































 

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