— michele cantarelli blog

Un garage, uno spot e un milite noto

 

Chi l’ha detto che per ottenere certe foto buone bisogna essere in uno studio e avere a disposizione luci decenti? Beh forse anche io. Ma come recita un vecchio adagio… di necessità virtù. E allora quando a mio cognato prende il pallino delle divise militari da collezione e in viaggio da Milano mi telefona chiedendomi se posso fargli qualche scatto al volo, io dico di sì, si può fare.
Voglio dire, a me che di divise vere da vicino, io che sono pure “obiettore di coscienza” come si diceva un tempo, non ne ho vista neanche una, l’idea di fotografarle mi incuriosisce.
E poi come si fa’ a dire di no al cognato. Il tutto va fatto in un’oretta, in modo estemporaneo e non c’è possibilità di organizzare uno shooting a studio.
Allora penso a come fare, penso a qualche ambientazione al volo, ma non mi viene in mente nulla. Poi quando scendo in garage per procurarmi qualche luce, vedo il solito garage vuoto e con la serranda aperta che sta di fronte al mio… Interessante… Non so di chi è quel garage, chiamo un amico condomine che potrebbe ragguagliarmi, ma lui non lo sa, chiamo l’amministratore del condominio, ma ti pare che di domenica mi risponde, incontro un altro vicino ma niente, questo garage bianco e vuoto che sembra poter risolvere il mio problema proprio non si sa di chi è!
E allora vado di sfrontatezza. Decido che si fa lì. Mentre il milite noto si abbiglia, io copro il pavimento con un telo da fondale e monto uno spot fresnel su un treppiedi. Prima divisa, primi scatti, figura intera con il 24-70, ritratti più stretti con l’85 f1.8. Poi via di corsa a cambiarsi, seconda divisa e giù di scatti. Pensa che scena se arriva il proprietario del garage. Terza ed ultima divisa e via tutto di corsa. Lavoro fatto.
Alla fine tutti contenti, compreso il proprietario del garage, (almeno spero :))

 

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